Questo è il racconto di un viaggio meraviglioso ed affascinante, lungo, pieno di attese, mistero e fatica, ma è il mio ricordo più bello. Tanto atteso e forse arcano, perché in fondo avevo sempre voluto andare a Capo Nord.
Diario di Viaggio
Rothenburg |
Secondo giorno Lunedì 18 Giugno 2007 Castello di Neuschwainstein - Rothenburg ob der Tauber Appena svegli scendiamo per fare colazione. La sala ristorante è abbastanza confortevole e c’erano numerosi turisti cinesi. Consumiamo (aimè) il nostro ultimo cappuccino con cornetto e non vediamo l’ora di attravesare il confine. Anche Giulio è emozionato dato che non è mai andato all’estero. Prima di partire dobbiamo andare in Banca per richiedere una nuova carta di credito. Attendiamo alquanto, e successivamente visitiamo la chiesa che domina la piazza, attardandoci con foto e riprese del suo interno. Presa la macchina dal garage dell’hotel, ed è quasi mezzogiorno, ci avviamo in direzione Brennero, ma lungo il percorso, ci fermiamo per una ripresa del fiume Adige, che si poteva ammirare da un parco. Comunque mi sembra di aver capito che la vita a Bozen sia tranquilla e piacevole. Già superata Bolzano si intravede un paesaggio tirolese, con le tipiche casette e le caratterestiche chiese dai campanili in stile austriaco.
La bellissima Baviera ed il lago di Schwangau, assolutamente turchese, con i boschi sullo sfondo. Accompagnati da una miriade di turisti, prevalentemente cinesi, saliamo a piedi gli ultimi viottoli, e finalmente siamo all’ingresso del castello, dove c’era anche un’ambulanza che soccorreva un signore svenuto. Alla biglietteria, crolliamo di fronte alla notizia che per l’entrata occoreva munirsi di biglietto giù al parcheggio, e comunque vi era una coda che avrebbe richiesto per lo meno due ore di attesa. Scambiate due parole con l’impiegata delle cartoline, che capiva un po’ di italiano ed era venuta al mare a Rodi, (“ PULITO”! e ci chiese di Castel del Monte , al che io subito ho detto che mi ero da poco sposata a Trani) decidiamo di tornare indietro, anche perché avremmo dovuto raggiungere Rothenburg prima di sera. Compro però tutta la guida del castello, il poster ed una serie di cartoline, tutte con visioni fatate. Per la discesa è necessario fare una passeggiata di mezz’ora a piedi, addentrandosi nel bosco. Sembrava di stare nella nostra Foresta Umbra, ma eravamo un po’ stanchi e la macchina mi è sembrata un miraggio. Accomodati finalmente nella Ford, impostiamo Tornando al viaggio, dopo l’inutile allontanamento di rotta, ci avviamo lungo le suddette autostrade, delle quali si devono apprezzare la gratuità, e le continue piazzole di sosta, che consistono in aree attrezzate anche per i camionisti e che non abbiamo mai trovato spopolate. Si giunge fnalmente a Rothenburg ob der Tauber , cittadina della Baviera, interamente medioevale, assolutamente affascinante. La guida del Touring (Germania) le assegna ben 2 asterischi, quindi, da non perdersi. Si entra attraverso una antica porta, che a dire il vero non sembrava percorribile in auto, per la sua strettezza, oltre tutto è lastricata con mattonelle, eppure le auto tedesche vi transitavano con facilità. Occorreva allora scegliere un albergo, e abbiamo optato per il Tilmann, che a detta della guida era un edificio del Cinquecento in pieno centro. Trovato l’albergo, a quattro stelle, con un pò di confusione e pasticci per intenderci con il personale, parcheggiamo a qualche isolato di distanza, con accompagnamento della portiera, che si è seduta avanti al mio posto (c’erano già troppe cose alla rinfusa sui sedili posteriori). La stanza aveva il letto a baldacchino verde menta e le lenzuola ed i piumini erano rosa. Per la cena ci siamo accomodati in un ristorante italiano, dove per fortuna abbiamo mangiato penne con ricotta e spinaci e lasagne. Cominciava a fare piuttosto fresco, quindi ci siamo recati in albergo.Alle dieci di sera il cielo era ancora chiaro. Comincia qui la lunga notte artica.
Noi chiudiamo le tende ed inauguriamo la nostra prima vera notte di viaggio.
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