NordKapp 71° 10' 21'' N

Meraviglioso

 Questo è il racconto di un viaggio meraviglioso ed affascinante, lungo, pieno di attese, mistero e fatica, ma è il mio ricordo più bello. Tanto atteso e forse arcano, perché in fondo avevo sempre voluto andare a Capo Nord.

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Ottavo giorno

24 Giugno 2007

da Bergen a Geiranger

 

Enormi aspettative per la giornata odierna. Geiranger. Il luogo più pubblicizzato della Norvegia forse dopo Nordkapp.E' domenica e gli abitanti di Bergen riposano ancora, quando lasciamo la cittadina. Imboccata una galleria, alla misera velocità di 70 Km orari, un flash ci abbaglia, così abbiamo preso la prima multa per eccesso di velocità (fortuna che non c'era nessun poliziotto nei paraggi, altrimenti avremmo dovuto pagarla immediatamente)! In effetti qui in Norvegia il Governo è molto severo in materia di circolazione stradale e la velocità media consentita un pò dappertutto è di 40/50 Km orari (!) fatto questo che rende apocalittiche le distanze da percorrere, ma che non turba la quiete circostante, né il passaggio di qualche animale da pascolo. Naturalmente Giulio ha sofferto moltissimo nell'adeguarsi a queste restrizioni, poiché ritenendosi un pilota provetto, non ama le andature moderate. Compaiono i primi negozi di souverirs, rigorosamente in legno come delle baite, zeppi di ogni sorta di oggetto, in particolare dei famosissimi trolls.

La strada per Geiranger ci riserverà molti colpi di scena.

All'inizio i fiordi, ormai familiari, come gioielli incastonati nelle montagne. Se ci fosse stato il sole lo spettacolo sarebbe stato sublime. Dobbiamo invece convivere con una leggera nuvolosità che diventa pioggia man mano che si sale in quota. Senza che ce ne fossimo resi conto ci troviamo ancora nei ghiacciai, e ad un certo punto si scopre che la strada, peraltro molto tortuosa ed aperta solo in estate, è interrotta. Chiusa una galleria, dobbiamo avventurarci per un percorso secondario, con una nebbia crescente, e un certo disorientamento. Si incontra un bivio il cui imbocco verso Geiranger è completamente avvolto nella nebbia e dunque nel mistero. Giulio, da temerario quale è, appreso da Paola che il tratto era di qualche decina di Km, decide di avventurarsi comunque, anche perchè alternative non c'è n'erano. Questo è stato il tratto di strada decisamente più impervio e pericoloso di tutta la Norvegia. Non nego di aver avuto veramente paura ad un certo punto, quando ho visto a lato di Giulio un enorme precipizio, di profondità indescrivibile; a momenti sembrava di cadere nel vuoto, per la ripidità dei tornanti in salita e in discesa. Sembrava che quella tortura non finisse mai.

In realtà non sono riuscita neppure a fare delle buone riprese, perchè non potevamo fermarci, mancando come al solito le piazzole di sosta; ma lo spettacolo tremendo era allo stesso tempo affascinante, trovandoci noi addirittura sopra le nuvole! Il bello era che non si capiva assolutamente cosa ci fosse sotto di noi.

Scampato il pericolo, la neve si allontana sempre di più e di colpo, come sempre avviene da queste parti, si intravede Geiranger (www.geiranger.no) o meglio scorgiamo il fiordo dall'alto di una strada piena di tornanti a zig zag (Ornefjellvegen). Giunti al livello del mare troviamo subito una stanza all'Hotel Geiranger, molto pittoresco ed accogliente. Al momento di prendere le valigie siamo sorpresi da un violento acquazzone, che ci bagna dalla testa ai piedi. Le nostre scarpe non potranno essere usate per quella sera, così ci arrangiamo alla meno peggio con vari accorgimenti e poi, muniti di ombrello, passeggiamo in riva al fiordo.

In hotel, Giulio insiste per una cena servita nella sala ristorante con tanto di pianoforte a coda (che io adoro) e lì, ben sazi di salmone e ogni genere di piatto nordico, ci facciamo rapinare una bella sommetta. Speriamo che domani sarà una bella giornata: ci aspetta la minicrociera nel fiordo più famoso del mondo.


 
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