NordKapp 71° 10' 21'' N

Meraviglioso

 Questo è il racconto di un viaggio meraviglioso ed affascinante, lungo, pieno di attese, mistero e fatica, ma è il mio ricordo più bello. Tanto atteso e forse arcano, perché in fondo avevo sempre voluto andare a Capo Nord.

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Sesto giorno

 

22 Giugno 2007

 

da Oslo a Odda

 

 

 

Oslo è una città che meritava una visita più approfondita. Il Museo vichingo custodisce un autentico vascello vichingo dell’anno 1000, e avrei proprio voluto ammirarlo, senza considerare il Museo Munch, ma il tempo stringe e abbiamo scelto di recarci al Parco Vigeland, nome preso dallo scultore omonimo che realizzò a partire da l 924 tutte le imponenti sculture presenti nel parco. In hotel non abbiamo avuto sorprese sul prezzo, perciò abbiamo pagato un piccolo appartamento solo 150 euro! La colazione ci ha introdotto nella gastronomia nordica vera e propria fatta pressoché solo di pesce, aringhe affumicate con pepe rosa e cipolle! Il latte ed i cerali, yogurt, frutta, sono presenti nel buffet, ma sono una scelta secondaria.

 

Il tempo minaccia pioggia, e cerchiamo di essere velocissimi nella visita del Palazzo reale e del Parco. Le sculture sono veramente interessanti, plastiche e drammatiche, vale la pena la vista nella capitale norvegese per vederle da vicino. Infatti l’impatto visivo che si ha dal vivo è molto più emozionale che vedendole sulle illustrazioni. Ad un certo punto inizia a piovere a dirotto, e noi ingenuamente, continuiamo a camminare sotto l’acqua sperando che potesse spiovere. In realtà quella pioggia non ci avrebbe abbandonato facilmente.

 

Dopo un’ora, disperati, per non ritardare la tabella di marcia, ci convinciamo a lasciare Oslo, anche perché era impossibile fare alcunché all’esterno e ci muoviamo attraverso la regione del Telemark, alla ricerca della piccola chiesetta di heddal.jpgHeddal, costruzione del 1242, interamente in legno e con il cimitero alle spalle, come avviene nelle chiese di queste terre lontane. A causa di un errore clamoroso di Paola ( il navigatore) imbocchiamo il bivio sbagliato e ci troviamo ben presto in una strada praticamente deserta, ma bellissima, incastonata nel profondo di una foresta di abeti altissimi che farebbero impallidire i paesaggi canadesi. Sperduti, avvistiamo un signore e gli chiediamo in inglese dove fossimo. Il norvegese, stranamente, non capiva nulla, e, neppure a gesti, sulla cartina, era in grado di dirci in che punto della nazione eravamo finiti (in realtà eravamo nella zona del Comune di Notodden). Fortuna che Giulio è sempre un ottimo pilota e con un pò di ragionamento siamo riusciti a tornare sulla strada principale e a raggiungere dopo alcuni chilometri la curiosa chiesetta. Sempre con il tempo uggioso visitiamo il monumento di cui va segnalata la mancanza di finestre, perché, come abbiamo capito dalla guida, il diavolo così non avrebbe potuto entrare nella chiesa.

 

Muovendoci ancora lungo la strada alberata, per la quale non trovo parole adatte a descriverne la bellezza, ci dirigiamo verso l’altipiano dell’Hardangervidda, che è anche parco nazionale e il cui attraversamento, decisamente in alta quota, è una della strade più belle della Norvegia. All’ improvviso, cioè senza scorgere un cambiamento graduale di paesaggio, ( frequentissimi nel Paese questi bruschi quanto affascinanti passaggi) siamo circondati da un ghiacciaio perenne, a temperatura esterna 8 gradi, con macchie nevose che ricordano i paesaggi lunari. Anche qui mi dicevo che era valsa la pena fare tanta strada per vedere queste montagne mozzafiato e la natura è così protagonista da lasciare senza parole…Ma il grande rammarico è che senza un obiettivo grandangolare nessuna foto riesce a rendere vagamente l’idea della “grandezza” del panorama e anche la telecamera non ricordava che una piccola parte di quello che l’occhio umano vedeva, rendendo il viaggiatore un elemento estraneo in quel mondo incantato. ukeli.jpgI laghi ghiacciati e le cime innevate, bianchissime e dalla forma misteriosa, lasciano ben presto il posto ai paesaggi simili a quelli alpini, e ci avviciniamo ai famosi fiordi. Anch’essi sono meravigliosi e d’ora in poi qualunque punto della strada per CapoNord è praticamente una immagine da cartolina. A fine giornata, arriviamo a Odda, piccolo villaggio in riva all’Hardanger Fjord e qui in aassenza di alberghi dobbiamo accontentarci (mio malgrado) di un bed and breackfast, molto costoso (euro 70) in compagnia di un gruppo di musicisti in vacanza che rallegravano la casa con la loro orchestra.

A sera inoltrata è sempre giorno; il silenzio, la riva del fiordo, dall’acqua verde smeraldo e calmissima, lascia pensare di essere sulle rive di un lago incantato.

 

 


 
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