NordKapp 71° 10' 21'' N

Meraviglioso

 Questo è il racconto di un viaggio meraviglioso ed affascinante, lungo, pieno di attese, mistero e fatica, ma è il mio ricordo più bello. Tanto atteso e forse arcano, perché in fondo avevo sempre voluto andare a Capo Nord.

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Quinto giorno

21 Giugno 2007

da Goteborg a Oslo

 

 

Ci siamo svegliati in una mattinata grigia, con una certa stanchezza, superata subito dall’entusiasmo per l’obiettivo del giorno: entrare finalmente in Norvegia. Dopo una colazione ottima, rischiarata dalle lucine immancabili di tutte le candele accese su ogni tavolo della sala breakfast, siamo tornati in camera per preparare i bagagli e fare le consuete riprese. La cosa che mi ha molto colpito della Svezia è il suo profondo rispetto per la natura, e me ne convincevo ancor di più guardando il verde palpitante del parco circostante. La strada per Oslo, dopo un tratto di autostrada si faceva a più secondaria e statale, sempre immersa nel verde e nella quiete. Le prime immagini della Norvegia non sono molto nitide, il confine, piuttosto imponente per il numero di caselli, e i cantieri per la costruzione di strade, piuttosto numerosi. Ci fermiamo subito in un grande magazzino sulla strada, dove abbiamo curiosato anche per prendere confidenza con la nuova moneta, la corona norvegese (nok) e abbiamo comprato un faro di legno bianco e azzurro. Rocce di granito nero maestose cominciano a fare capolino lungo la strada, e poi finalmente si giunge ad Oslo. Occorre pagare per ogni città una tassa di ingresso, come quando in Italia si entra in una autostrada e bisogna fare attenzione alla segnaletica in lingua veramente incomprensibile. Ci mettiamo subito alla ricerca di un albergo e senza troppa difficoltà scegliamo un Thon Hotel, situato nelle vicinanze di un parco meraviglioso.

 

La camera era in realtà un appartamento con tanto di soggiorno e cucina, fatto questo che inizialmente ci ha allarmato per via del prezzo che in effetti non avevamo compreso. Quindi il mistero si sarebbe svelato il giorno dopo al check-out.

Decidiamo di visitare subito la città, e, alloggiando praticamente in centro, il giro si può fare a piedi. Troviamo molti turisti, anche italiani, e ci salutiamo con una coppia di Lecce, alla quale ci fa piacere ricordare il nostro matrimonio trascorso da appena una settimana nella bellissima cattedrale di Trani.

 

 

Oslo è una città che sa di villeggiatura, con un fiordo costellato da centinaia di barche a vela, come ad una regata, musiche ad alto volume, come ad una festa di paese.

La strada principale è affollata di turisti, oslo.jpgche però hanno un'aria vacanziera, e si muovono senza troppa fretta. Rimandiamo al giorno dopo la visita al parco di Vigeland e del Palazzo reale e ci concentriamo sul porto turistico, non senza avere prima fatto una cena-merenda in un fast food italiano a base di lasagne. Bisogna dire che non c’è nessuna difficoltà nel trovare la nostra buona pasta, anche cucinata alla bolognese, ma chi è abituato al caffè o anche al cappuccino all’estero deve farsene una ragione: non si può avere un buon caffè praticamente da nessuna parte a nessun prezzo.

 

 

La serata la trascorriamo sul molo dove le barche sono trasformate in ristoranti e pub, e sono piene di divani e tavoli galleggianti. La cosa più straordinaria è che proprio sul molo centinaia di persone hanno ballato per ore, senza distinzione di nazionalità o di età. La passeggiata è stata quindi davvero piacevole, peccato non avere portato telecamera e macchina fotografica, perché troppo stanchi per trasportarli. Vogliamo a questo punto usufruire della intima atmosfera della nostra mini suite, ma siamo un pò turbati da un problema con la carta di credito, e ci accorgiamo che il rifornimento fatto in Danimarca nella mattinata, ad un controllo via internet, sembra essere risultare infinito. Dimenticavo: il direttore dell’albergo insisteva per i nostri passaporti, fatto curioso, visto che in Norvegia si entra con il solo documento di identità. Speravo di non dovere finire in Ambasciata, ma poi fortunatamente si è convinto a tenere la carta di credito invece dei nostri documenti di identità.

 

In camera, dopo una lunga telefonata a casa (il gestore norvegese è molto più costoso di quello delle altre nazioni visitate!) non resisto alla tentazione di fare il latte e il caffè italiano nella piccola cucina già predisposta. Fortuna che avevamo portato qualche provvista, in caso di bisogno! Ci sistemiamo nel nostro lettone pieno di cuscini e piumini e non vediamo l’ora che il vero viaggio inizi: la salita della Norvegia verso Nordkapp.

 

 

 

 
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